IL DOMINIO MONDIALE

Antonio Vox
08/07/2023

E’ sempre un argomento attraente quello del dominio, quasi da gossip, perché coinvolge la moltitudine delle sfaccettature dell’individuo, delle sue peculiarità, delle sue tendenze.

Il dominio affascina persone e popoli, da sempre.

E, quando viene combattuto, è per sostituire una entità dominante con un’altra entità che vuol prendere il posto della prima.

E’ appena il caso di osservare che il dominare ha bisogno di una struttura organizzata che preservi il dominio da derive non volute.

A questa ferrea regola non si sottrae nessuno, nemmeno le religioni.

Dominare significa (Treccani) “avere potestà e autorità di padrone in un luogo”, che potrebbe essere fisico o virtuale.

Il Dominio va a braccetto, ma non sempre, con il Potere che vuol dire (Treccani) “la capacità, la facoltà ovvero l’autorità di agire, esercitata per fini personali o collettivi; più in generale, il termine viene usato per indicare la capacità, vera o presunta, di influenzare i comportamenti di gruppi umani”.

Nella stessa guisa, Colonizzare o Ridurre a colonia un territorio, che significa (Treccani) “fondarvi una colonia, o comunque stabilirvi insediamenti, a scopo di sfruttamento economico e per introdurvi un diverso tipo di civiltà”, va a braccetto, ma non sempre, con l’Imperialismo di uno Stato che significa (Treccani) adottare “una politica di potenza e di supremazia tesa a creare una situazione di predominio, diretto o indiretto, su altre nazioni, mediante conquista militare, annessione territoriale, sfruttamento economico o egemonia politica. Dal punto di vista dottrinale l’imperialismo poggia sull’idea che i popoli più forti abbiano il diritto di imporsi su quelli più deboli”.

E’ un guaio quando il Dominio si intreccia con il Potere; e quando la Colonizzazione si intreccia con l’Imperialismo.

A partire dal glossario citato, rispondere alla domanda “quando sia cominciata la Colonizzazione?” è gioco da bambini: è sempre esistita; la storia, sin da quando sia possibile conoscere, lo insegna.

Non c’è alcun dubbio che la Colonizzazione si sia trasformata ed evoluta, nei metodi e nella gestione, a seconda del progredire della storia, in funzione della capacità organizzativa di espansione e di controllo territoriale: ma ne è rimasto il fine; cioè a dire lo sfruttamento economico del territorio colonizzato.

La colonizzazione dell’epoca moderna e contemporanea ha inizio con le grandi scoperte geografiche del 1492. I primi Paesi colonizzatori furono Spagna e Portogallo che si divisero il mondo extraeuropeo (conosciuto e non) con l’enciclica “Inter Coetera” di Alessandro VI (1493). Ma presto, confutando l’enciclica, si aggiunsero Francia, Inghilterra, Olanda e, poi, alla fine del 1800 anche gli Stati Uniti. Questi ultimi, liberatisi dalla colonizzazione europea, diedero il via alla loro stagione di colonizzazione acquistando l’Alaska dalla Russia (1867).

In pratica, ogni Paese di rilievo al mondo, perfino l’Italia, è diventato colonizzatore.

La colonizzazione, come detto, ha assunto diverse forme nelle varie epoche; ma il timbro più significativo, tipico della globalizzazione e favorito dagli esiti della seconda guerra mondiale, è quello statunitense dovuto all’uso del dollaro, su scala internazionale, per ogni transazione commerciale fra le nazioni.

Una colonizzazione sui generis, un dominio senza confini, intrecciato con un potere indiscutibile, associato ad una politica di stampo imperialistico.

Però, nel mondo, si è capita la valenza strategica e tattica di questo fattore monetario. I vari Paesi stanno prendendo contromisure.

Quali sono gli eventi che hanno innescato l’emergere di queste contromisure?

In primis, la guerra Russo/Ucraina e le sanzioni adottate dagli Stati Uniti, che possiamo qui brevemente elencare. Quali sanzioni in particolare?

Lo diciamo riferendoci a Charle Gave, economista francese.

La prima sanzione: il blocco del sistema Swift per il pagamento internazionale delle transazioni commerciali.

Il mondo ha capito che il potere USA avrebbe potuto strangolare ogni Paese non amico.

La seconda sanzione: il congelamento delle riserve valutarie russe in Occidente.

Il mondo ha capito di non avere garanzie se non fosse stato amico degli USA.

La terza sanzione: la confisca di tutti i beni personali in Occidente dei cittadini russi.

Il mondo ha capito di non avere a che fare con uno “Stato di diritto”.

Dominio, Potere, timbro imperialista; una potente miscela esplosiva.

E, poiché, secondo Newton, ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, sembra che sia iniziata la fuga dal dollaro, finanche di Paesi amici che hanno accumulato una sottile diffidenza.

La prima area commerciale ad essere colpita è quella dei petrodollari.

La Russia e la Cina fanno incetta di oro per sostenere la propria moneta.

La Russia vende petrolio e gas in rupie all’India, in Yuan alla Cina.

La Russia vende gasolio all’Arabia Saudita con un forte sconto; mentre l’Arabia Saudita vende il proprio in Europa a prezzi elevati e alla Cina in Yuan.

Il gas iraniano sarà gestito da consorzi Turchia, Russia e Cina.

Ma, inoltre, il Brasile e la Cina, regoleranno le loro transazioni commerciali nelle loro valute nazionali.

I Paesi del BRICS e dello Shanghai Group procedono verso una valuta comunitaria.

Semplici informazioni ma che danno il senso della gravità dello scenario.

Purtroppo, se accanto al sistema del dollaro, si dovesse affacciare un diverso sistema di pagamento internazionale, anche le informazioni si scala globale degenereranno.

La radicalizzazione è un gravissimo pericolo mondiale.

Qualcosa va fatto sul piano diplomatico.

Antonio Vox

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