Sovranità, sovranismo: che confusione

In un’era in cui ognuno di noi è letteralmente bombardato da informazioni, non troviamo nemmeno il tempo per mettere un po’ d’ordine nei nostri pensieri. Le informazioni si accavallano, si sovrappongono, si confondono in un turbinio dove non si riesce  a distinguere l’origine e la fine.

Il fatto, però, è che tutti noi ne siamo coinvolti e quasi drogati.

Il primo effetto è che non riusciamo più a capire se l’informazione è una bufala, una mezza verità, una verità artefatta, o un condizionamento propagandistico. Gli stessi vocaboli perdono il significato originario per assumere una generica idea che vagola nello spazio libero della ignoranza.

L’effetto è che siamo tutti indotti alla infantile generalizzazione che mischia tutto in un minestrone caotico: ci parliamo senza capirci.

E allora, ci poniamo in “modalità pappagallo”. Diamo credito alla informazione che ci piace, ovvero alla fonte con la quale simpatizziamo. Ma tutto ciò non dà validità alla informazione ma dà offesa alla nostra capacità di raziocinio. Eppure, sappiamo bene che non è importante la informazione: è importante il significato. E’ questo  che genera cultura e civiltà.

E’ imperativo documentarsi per bene. Ad esempio, che significa veramente Sovranità e Sovranismo? Sappiamo solo che, oggi, sono sostantivi di impressione negativa.

Sembra, addirittura  che distinguano opposte filosofie politiche: i sovranisti sono di destra, cattivi, conservatori; i non sovranisti sono di sinistra, buoni e progressisti. I sovranisti non sono antifascisti, quelli di sinistra si. Eppure abbiamo la impressione che questa distinzione di “pancia” non funzioni più.

Non abbiamo che rivolgerci al vocabolario.

L’Enciclopedia Treccani dice per il sostantivo Sovranità: “Potere originario e indipendente da ogni altro potere”.

La questione appare quindi molto semplice: ciascuno di noi ha una Identità personale che non è possibile contraffare; ciascuno di noi ha una Libertà come diritto naturale che non può essere limitata da alcuno; ciascuno di noi ha il diritto naturale al rispetto della propria Dignità che non deve essere offesa da nessuno.

Di questa Terna di valori originali, che vengono ben prima di ogni regola e legge e ne costituiscono le premesse, la persona ha il potere sovrano inalienabile. Perché inalienabile? Perché appena qualcuno lo scalfisca, ecco che questo qualcuno non può che essere un prevaricatore o dittatore della Persona.

Questo vale anche per le comunità.

Quando ci mettiamo insieme, non facciamo che costituire una comunità che ha bisogno, per funzionare, di regole di mutua relazione che, tutti insieme, scegliamo democraticamente.

Queste, però, ripetiamo, non possono scalfire quella Terna di valori che costituiscono le premesse di riferimento, pena introdurre fattori di disagio. Infatti nel metterci insieme non cessiamo di essere Persone e, quindi, se le norme e leggi della comunità mettono in discussione quei valori, esse sono sbagliate.

Allora, non si capisce perché il sostantivo Sovranità abbia un senso negativo.

Essere sovrano significa essere sé stesso: e vale anche per la comunità. La Enciclopedia Treccani dice, per il sostantivo Sovranismo : “Posizione politica che propugna la difesa o la riconquista della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, in antitesi alle dinamiche della globalizzazione e in contrapposizione alle politiche sovranazionali di concertazione”.

Anche qui la questione appare semplice. Il Sovranismo è una posizione politica. Una posizione politica nasce quando c’è una comunità. Ma quando nasce il Sovranismo come posizione politica? Quando la comunità cede la sua sovranità al di là del consentito. Cioè, quando scalfisce la Terna dei valori alla quale si debbono riferire le norme e leggi della comunità.

E’ banale ma, sembra, che sia difficile che si capisca.

Allora, non si capisce perché anche il sostantivo Sovranismo abbia un senso  negativo. Infatti, quando il cittadino popolo delega un proprio rappresentante, con il voto e liberamente, per il governo della comunità, ciò non significa mica che cede la propria sovranità.

Che significa delegare?

La delega è a tempo e i contratti, o Trattati, sottoscritti dal delegato non possono prevedere cessione di sovranità perché questa è inalienabile.

Pertanto, il Governo della comunità non acquisisce la sovranità del cittadino ma solo una delega nell’ambito dei diritti natuarali.

Analogamente il Parlamento non acquisisce la sovranità ma solo la delega a legiferare senza poter tradire i presupposti valoriali originali che, di solito, sono insiti nella Costituzione.

Per fare un esempio, se un domani si dovessero costituire gli Stati Uniti d’Europa, non si tratterebbe di una cessione di sovranità: si tratterebbe, invece, di un ampliamento delle dimensioni della comunità mentre la sovranità rimane in capo ala Persona.

Il tema, quindi, non è disquisire sulla cessione di sovranità della Persona ma di come sia possibile che la Persona possa essere più coinvolta nell’esercizio democratico della propria sovranità.

Questo è il vero problema. Ogni riduzione della capacità individuale di esercizio democratico della sovranità della Persona va visto come prevaricazione e dittaura.

Questo problema emerge prepotentemente in ogni contesto che ampi le proprie dimensioni come nell’era della globalizzazione.

La pretesa della OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) di divenire una autorità sovranazionale vincolante è contro natura e contro i diritti naturali.

Se a questo si aggiunge l’ipotesi che tale autorità venga affidata a “tecnici”, non eletti ma selezionati, allora ci troveremmo di fronte ad un disastro epocale.

Significherebbe trasformare i popoli e le genti in greggi obbedienti senza più la legittimità di essere Persone: gli Stati morirebbero, le Costituzioni cesserebbero di essere vitali, i diritti naturali scomparirebbero, le Identità, le Libertà, le Dignità non avrebbero più significato e cittadinanza.

Le civiltà diventerebbero tecnocratiche non nel senso della qualità della vita, ma in funzione di interessi specifici e incoffessabili.

Eè necessaria una vigilanza attenta ed un monitoraggio continuo perché, una volta attraversato il Rubicone, non sarà più possibile la restaurazione della Persona.

Concludendo: perché questa asfissiante conflittualità sulla Sovranità, sul Sovranismo e sulla relativa cessione? Qualcuno vuole dominare senza essere eletto e senza che il cittadino possa esercitare la sua sovranità.

Sembra proprio una strategia propagandistica e di condizionamento.

Chi di voi vorrebbe essere “spersonalizzato”? 

 

 

Antonio Vox

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